Backyard in Amstetten: la ragione
Cosa sono venuto a fare ad Amstetten una settimana dopo la maratona di Vienna? Naturalmente per prendere il via nella Backyard. Non era una gara che avevo in programma, troppo vicina alla maratona di Vienna e l'esperienza dello scorso anno, dove avevo partecipato alle maratone di Vienna e Linz con un distacco di soli sette giorni, mi aveva scoraggiato la ripetizione.
Una serie di coincidenze mi hanno dato però la possibilità ed ora eccomi qua, in un posto che non sono mai stato, ad un'ora e mezza di macchina da Vienna, al debutto stagionale Backyard. Cosa vedo? Volti conosciuti, ma anche tanti nuovi e tutti trepidanti per l'avvio. Impossibile paragonare l'atmosfera della partenza di Vienna con quella di oggi. Però la bella giornata, il posto tranquillo ed un percorso tutto in mezzo al bosco su un tracciato quasi piatto mi fanno ben sperare.
Mi chiedono che cos'ho in programma oggi. Rispondo che non ho obbiettivi particolari, ad una settimana da una gara tirata come quella di Vienna non posso aspettarmi grandi cose. Forse infortuni? Dopo il primo giro in 50 minuti mi faccio subito l'idea che qui di giri se ne possono fare tanti. La domanda è se sarò io quello che ne farà molti. Salite vere e proprie non ce ne sono, pochissimo asfalto e il resto sono carraie nel bosco, che non è così esposto al sole, con saliscendi minimi su un terreno morbido.
La ragione mi ha suggerito di lasciare perdere questa manifestazione, invece sono qui. La ragione mi ha consigliato di fare solo qualche giro e poi di smettere per evitare infortuni. Sarò in grado di farlo? E chi è poi questa ragione, DeepSeek? Con tutto il respetto mi sento bene e superato l'adattamento che mi richiedono spesso i primi giri, mi sento in grado di andare lontano. A quale risultato posso sperare?
Giro dopo giro riesco a concentrarmi solo a dove metto i piedi, dove vado al passo per mangiare e dove continuo a correre al mio ritmo costante. In questo rituale, che si ripete ad ogni giro, trovo la fiducia nell'andare avanti e la consapevolezza di poter arrivare lontano. È questo quello che ho imparato dopo tutte queste Backyard. Ma cosa posso sapere di questa competizione?
Alle 19 parto per il giro numero undici, l'ultimo che potrò percorrere senza lampada frontale. Poi il buio della notte. Però in questo giro le gambe le sento diverse. Un mio socio mi chiede come va. Gli rispondo così così, mentre gli faccio notare che lui, invece, lo vedo molto bene. Alla fine avrà 31 giri e record personale. Per quanto mi riguarda, invece, che cosa devo fare?
Coi quadricipiti appesantiti, appena taglio il traguardo del giro 11 saluto tutti, compreso il moderatore un po' sorpreso, e passo a ritirare il premio del finisher. La possibilità di un risultato mediocre con l'aggravante di peggiorare lo stato dei miei quadricipiti mi fanno propendere per una decisione che definirei ragionevole. Ci rivediamo fra tre settimane a Ternberg.
La classifica si trova qui.





